Commenti Quotidiani.

17 gennaio 2013

Liberi di scegliere.

Filed under: attualità,economia,interni,News,Notizie,Politica,società — the jack sign @ 17:34
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di Luigi Libroia – http://www.luigilibroia.it – Dottore Comnercialista in Milano, esperto tributarista, si occupa di bilanci societari e di macrosistemi – Candidato alla Regione Lombardia con Fare per Fermare il Declino.

La vita è sempre una questione di scelte. In ogni giornata della nostra vita ci si prospettano una o molteplici scelte, sulla cui decisione talvolta gravano problematiche importanti oppure di poco conto. Ogni scelta impone due aspetti ben distinti: il primo aspetto riguarda le motivazioni che hanno spinto a quella determinata scelta e il secondo analizza le conseguenze di quella stessa scelta.
Mentre il primo aspetto può essere influenzato da fattori esterni, il secondo ricade completamente sulla nostra persona.
Siamo costantemente circondati da messaggi che ci spingono a optare per una scelta piuttosto che per un’altra. Talvolta la subdola metodologia di influenzare una scelta è più efficace (spot pubblicitari) mentre talvolta lo è meno. Spesso ascoltiamo bugie costruite intorno a noi in modo da non darci la possibilità di scegliere altrimenti. Tali messaggi propagandistici influiscono sulle nostre emozioni in modo da farci credere di aver optato verso quella scelta in modo autonomo. Purtroppo la politica è un esempio palese di questo meccanismo perverso. Gli slogan bugiardi e demagogici sono alla base di quasi tutte le campagne politiche (“meno tasse per tutti” mai avverato!) e sono artatamente studiati per farci cadere in una trappola decisoria. Tuttavia la scelta è sempre nostra e la decisione finale è sempre indipendente poiché il libero arbitrio può essere ubriacato ma non eliminato.
Il libero arbitrio è l’antibiotico alla menzogna, di qualsiasi natura essa sia.

Cosa ci spinge a prendere una decisione Importante?! In primo luogo la convenienza personale nel privato o collettiva nel pubblico. In altre parole il ritorno che noi abbiamo nel prendere quella decisone. Un altro fattore è la moltitudine, cioè se tutti prendono quella decisione sarà giusta per forza (i sondaggi politici servono anche a polarizzare la scelta). Altro aspetto importante è legato alla persona che tenta di influenzarci, maggiore vigore ha quella persona in termini di carisma e capacità comunicativa minore sarà la nostra capacità di fare muro al suo intento di convincerci (i politici fanno scuola).
Ci sono poi altre motivazioni che ci spingono in una direzione piuttosto che in un’altra, a seconda dell’età, del sesso, del reddito e così via. Tuttavia resta imprescindibile che qualsiasi influenza esterna non potrà decidere per noi. Nella peggiore delle ipotesi potrà ingannarci e veicolare la nostra scelta, ma saremo sempre noi a scegliere alla fine.

Naturalmente tutte le nostre scelte comportano delle conseguenze, che tuttavia non sono preventivabili in anticipo. Quindi finché non la compiamo non sapremo mai se quella scelta si è rivelata giusta o sbagliata. Resta inteso che alcune volte soffermarsi a pensare prima di prendere una decisione potrebbe evitare di rimpiangere un momento dopo quella stessa decisione.

Tra pochi giorni saremo chiamati a fare una scelta importantissima, perché da essa dipenderà il futuro di più di una generazione. Ribadisco che nessuno può dirci quale sia la scelta migliore, tuttavia possiamo cercare di essere attenti e non farci influenzare da slogan politici e promesse surreali. Possiamo leggere con attenzione ogni notizia, crearci la nostra rassegna stampa personale utilizzando internet. Dedicare qualche minuto al giorno all’informazione combinando giornali di diverse schieramenti politici e utilizzare i social network per condividere le informazioni con il maggior numero di persone. Insomma cercare di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per riuscire ad esprimere la migliore scelta possibile.

Se prendiamo una scelta sbagliata non possiamo biasimare nessun altro che noi stessi.

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16 gennaio 2013

Ogni tanto fa bene ricordare le parole giuste: ESRATTI DALLA DICHIARAZONE DI INDIPENDENZA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA 4 LUGLIO 1776

…Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l’esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d’un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire. Tale è stata la paziente sopportazione delle Colonie e tale è ora la necessità che le costringe a mutare quello che è stato finora il loro ordinamento di governo. Quella dell’attuale re di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un’assoluta tirannia su questi Stati. Per dimostrarlo ecco i fatti che si sottopongono all’esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede.

  1. Egli ha rifiutato di approvare leggi sanissime e necessarie al pubblico bene.
  2. Ha proibito ai suoi governatori di approvare leggi di immediata e urgente importanza, se non a condizione di sospenderne l’esecuzione finchè non si ottenesse l’assentimento di lui, mentre egli trascurava del tutto di prenderle in considerazione.
  3. Ha rifiutato di approvare altre leggi per la sistemazione di vaste zone popolate, a meno che quei coloni rinunziassero al diritto di essere rappresentati nell’assemblea legislativa — diritto di inestimabile valore per essi e temibile solo da un tiranno.
  4. Ha convocato assemblee legislative in luoghi insoliti, incomodi e lontani dalla sede dei loro archivi, al solo scopo di indurre i coloni, affaticandoli, a consentire in provvedimenti da lui proposti.
  5. Ha ripetutamente disciolto assemblee legislative solo perché si opponevano con maschia decisione alle sue usurpazioni dei diritti del popolo.
  6. Dopo lo scioglimento di quelle assemblee si è opposto all’elezione di altre: ragion per cui il Potere legislativo, che non può essere soppresso, è ritornato, per poter funzionare, al popolo nella sua collettività, — mentre lo Stato è rimasto esposto a tutti i pericoli di invasioni dall’esterno, e di agitazioni all’interno.
  7. Ha tentato di impedire il popolamento di questi Stati, opponendosi a tal fine alle leggi di naturalizzazione di forestieri rifiutando di approvarne altre che incoraggiassero la immigrazione, e ostacolando le condizioni per nuovi acquisti di terre.
  8. Ha fatto ostruzionismo all’amministrazione della giustizia rifiutando l’assentimento a leggi intese a rinsaldare il potere giudiziario.
  9. Ha reso i giudici dipendenti solo dal suo arbitrio per il conseguimento e la conservazione della carica, e per l’ammontare e il pagamento degli stipendi.
  10. Ha istituito una quantità di uffici nuovi, e mandato qui sciami di impiegati per vessare il popolo e divorarne gli averi.
  11. Ha mantenuto tra noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza il consenso dell’autorità legislativa.
  12. Ha cercato di rendere il potere militare indipendente dal potere civile, e a questo superiore.
  13. Si è accordato con altri per assoggettarci a una giurisdizione aliena dalla nostra costituzione e non riconosciuta dalle nostre leggi, dando il suo assentimento alle loro pretese disposizioni legislative miranti a:
    1. acquartierare tra noi grandi corpi di truppe armate;
    2. proteggerle, con processi da burla, dalle pene in cui incorressero per assassinii commessi contro gli abitanti di questi Stati;
    3. interrompere il nostro commercio con tutte le parti del mondo;
    4. imporci tasse senza il nostro consenso;
    5. privarci in molti casi dei benefici del processo per mezzo di giuria;
    6. trasportarci oltremare per esser processati per pretesi crimini;
    7. abolire il libero ordinamento dileggi inglesi in una provincia attigua, istituendovi un governo arbitrario, ed estendendone i confini si da farne nello stesso tempo un esempio e un adatto strumento per introdurre in queste Colonie lo stesso governo assoluto;
    8. sopprimere le nostre carte statutarie, abolire le nostre validissime leggi, e mutare dalle fondamenta le forme dei nostri governi;
    9. sospendere i nostri corpi legislativi, e proclamarsi investito del potere di legiferare per noi in ogni e qualsiasi caso.

….E d’altra parte non abbiamo mancato di riguardo ai nostri fratelli britannici. Di tanto in tanto li abbiamo avvisati dei tentativi fatti dal loro parlamento di estendere su di noi una illegale giurisdizione. Abbiamo ricordato ad essi le circostanze della nostra emigrazione e del nostro stanziamento in queste terre. Abbiamo fatto appello al loro innato senso di giustizia e alla loro magnanimità, e li abbiamo scongiurati per i legami dei nostri comuni parenti di sconfessare queste usurpazioni che inevitabilmente avrebbero interrotto i nostri legami e i nostri rapporti.

Anch’essi sono stati sordi alla voce della giustizia, alla voce del sangue comune. Noi dobbiamo, perciò, rassegnarci alla necessità che denuncia la nostra separazione, e dobbiamo considerarli, come consideriamo gli altri uomini, nemici in guerra, amici in pace.

… E in appoggio a questa dichiarazione, con salda fede nella protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente impegnamo le nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore.

John Mancock
(Seguono 55 firme di Rappresentanti dei 13 Stati)

 

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