Commenti Quotidiani.

8 gennaio 2012

Midnight in Paris: un simpatico film “Anti-Crisi”

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Oltre la commedia di fondo, anche banale se non amate l’Allen europeo degli ultimi tempi, Il film mi ha trasmesso un messaggio profondo: che il passato in qualche modo è sempre vivo in noi, nel presente. Il passato infatti è una continua rielaborazione del presente di ciascuno, come del resto la neuroscienza ha oggi confermato. Il protagonista ritroverà l’amore solo quando ciò che lo vivifica sarà  un’epoca comune, non più solo nostalgica o nozionistica.
Ognuno deve vivere il mondo contemporaneo con la  stessa intensità  e spensieratezza con cui Hemingway o tutti i nostri miti hanno fatto:essi non sono degli artisti morti, un palloso fardello utile solo ad uno sfoggio estemporaneo di erudizione e cultura, ma qualcosa di connesso ai nostri obiettivi di oggi. Così il film è diventato profondo e ricco di speranze per un momento di “crisi” come questo. Da vedere (Trailer qui sotto).

Commento inviato al blog “The skate must go on” il 30/12/2011

IL TRAILER:

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21 novembre 2011

La crisi dell’ Euro : cessione di sovranità o default ?

(HERE IN ENGLISH)

L’  Euro è nato senza la necessaria Unione economica, legislativa ed esecutiva dei Paesi che lo sostengono. Il Parlamento e le istituzioni europee sono vuote. Gli attacchi speculativi si dirigono contro una moneta che non è rapppresentativa di una situazione uniforme. Non è espressione di una confederazione, come gli USA o la Svizzera. Non c’è certezza sul fatto che i Paesi più deboli, con alto debito e scarsa crescita, abbiano gli strumenti  finanziari comunitari atti a  supportarli adeguatamente. Negli anni passati, tutti hanno potuto sforare i patti di stabilità, c’è stato lassismo e  impossibilità di sanzionare gli Stati che più hanno sprecato risorse. La Bce non può fare da prestatore di ultima istanza , cioè non può eventualmente stampare moneta, oppure svalutarla, per alleggerire le posizioni delle nazioni indebitate, come può invece fare la FED .  Inoltre non c’è possibilità di controllare e agire direttamente sul budeget dei PIIGS, sotto attacco. L’ Italia ha fatto da cavia e si sono sollevate polemiche per la lettera della BCE al nostro ex governo, gridando all’ intromissione dell’Europa negli affari nazionali. Poi il governo si è dovuto appunto dimettere, senza più una maggioranza: tutti hanno capito che se fallisse  l’Italia,  ci sarebbero problemi anche per gli altri, Germania inclusa, con l’implosione dell’ Euro. Se non c’è un regolamento comune come fa ad esistere una moneta unica?  Bisogna passare ai fatti e ognuno dovrà sacrificare qualcosa per salvare l’ Unione. L’ adozione di Eurobond in parziale o totale sostituzione dei titoli di Stato delle singole Nazioni, ad un tasso di interesse svantaggioso per la Germania e vantggioso per tutti gli altri, sarebbe il prezzo che i tedeschi dovrebbero pagare per evitare di fallire anche loro (con un ritorno ad un marco alle stelle ci sarebbe una caduta verticale delle esportazioni tedesche nell’Eurozona, linfa della crescita di questi anni ). La Merkel potrà convincere i suoi elettori  a bere questo amaro calice  forse solo ad una condizione: se contemporaneamente imporrà che LEuropa adotti una legislazione comune in tema di armonia fiscale e soprattutto di rigore dei bilanci, conferendole un potere effettivo sovranazionale di controllo con relative sanzioni sul budget degli Stati attraverso una serie di vincoli a cui i Paesi inadempienti non potrebbero sottrarsi. E’ chiaro che Italia, Grecia, Spagna e Portogallo Irlanda ecc. non sono già adesso in una posizione forte: possono solo scegliere  tra un default o una cessione di sovranità sempre maggiore; quest ‘ultima varrebbe comunque per tutti, per paradosso anche per i tedeschi, quindi sarebbe qualcosa di democraticamente e collegialmente regolamentato. Non va vista con un intento punitivo a priori ma come uno sforzo comunitario nell’ interesse di tutti. Meglio insomma di una sospensione dall’ Euro che qualcuno paventa : essa  danneggerebbe irreparabilmente chiunque la subisse. Gli italiani ne uscirebbero molto impoveriti, anche nella loro ricchezza  privata, uno dei nostri punti di forza universalmente riconosciuto.  Si spera che Monti, in misione a Bruxelles questa settimana, possa dare un contributo attivo per intraprendere  la via meno dolorosa per tutti. La cosa triste è che i partiti politici non supportano a viso aperto il “lavoro sporco” che il governo dovrà fare nelle prossime  manovre di politica interna  proprio a causa della loro incapacità passata e delle ritrosie avute nel tagliare chirurgicamente i troppi privilegi presenti a tutti i livelli nell’ Amministrazione Pubblica e nella lotta ad evasione e sommerso. Un esercizio non solo formale e di esempio ma realmente utile per non vanificare qualunque nuova richiesta di tasse.

Commento inviato al Wall Street Journal il 24/11/2011 -Comment sent to WSJ

6 novembre 2011

La democrazia e il capitalismo globale. Il fenomeno “Occupy Wall Street”

Voglio rispondere ad un articolo apparso sull’ Internazionale del 4 nov 2011, tratto dalla London Review of Books (qui trovate gli articoli in ITALIANO e INGLESE )  a firma di  Slavoj Zizek (*) nel quale si sostiene, a mio modo provocatoriamente, che in tutta questa crisi la democrazia rischia di risultare il vero nemico.

Che sia un momento storico in cui in nodi vengano al pettine lo abbiamo capito tutti, non solo per l’Italia ma anche per l’ Unione europea e per il mondo intero.

Si capisce che oggi di fatto siamo dominati dal capitalismo finanziario globale, il quale come tutte le cose ha anche creato problemi “globali”, cioè al pianeta intero e ai già  molti che non avevano voce (come gli africani) si sono aggiunti problemi anche per gli occidentali, americani ed europei, che di voce ne hanno di più.  Da qui sono nate le proteste in tutto il mondo, in forme diverse, da quelle arabe all’occupazione di Wall street.

“We are 99%” è il motto degli occupanti di Zuccotti park. Una protesta come  “Occupy Wall Street” non era mai accaduta prima nel Paese che il capitalismo moderno ha creato. Anche se chi protesta in fondo ha più domande e indignazione che risposte da offrire.

Slavoj Zizek ci dice anche che le democrazie nazionali oggi sono lente e inefficaci , inadeguate a rispondere ai problemi che oggi la crisi finanziaria globale pone perché:

1)Ogni democrazia ha una sovranità legislativa sempre più piccola di qualsiasi problema che i mercati globali pongono. Il mercato ha regole e un dinamismo sovranazionale che lo rendono non regolabile da democrazie che questa governace snella sovranazionale non hanno.

Siè visto in ogni summit che si fa, da quelli europei al G20, tutto si conclude sempre con un nulla di fatto. Per esempio, l’attuazione di una legge comune come la Tobin tax sulle transazioni finanziarie (sulla cui efficacia non voglio entrare nel merito) non si riesce ad attuare e comunque i tempi e i meccanismi burocratici sono sempre più lunghi di quelli che l’evoluzione della crisi dei mercati richiede.

Da qui insomma si capisce che mentre già esiste un capitalismo globale maturo non esiste un diritto globale nè l’organizzazioni democratiche preposte ad attuarlo.

2)Le democrazie nazionali sono nate come emanati del modello capitalista nato dalla classe borghese dell’ 800 e da esso traggono sussistenza, ma per questo motivo sarebbero in una posizione di sottomissione (lobbistica) e  non di governance del sistema: allora per poter davvero contrastare i problemi che il capitalismo globale oggi pone  dovrebbero rimettere un discussione loro stesse.

Non sono contro il capitalismo in sé. Il capitalismo in sé non è ne buono né cattivo, solo che non lo si è mai trattato per quello che è , un mezzo e non un fine del sistema sociale umano, e questa è la differenza fondamentale.

Ora Slavoj Zizek dice che la la democrazia è il vero nemico? Io dico fermamente di  no, essa rimane ancora “il migliore tra i peggiori tipi di governo possibile” e alcune libertà (libere elezioni, libertà di stampa , indipendenza della magistratura, rispetto dei diritti umani) non sono poca cosa e le ha garantite meglio dei totalismi passati o di quelli contemporanei.

Semplice a dirsi, difficile a farsi: ma credo che l’unica soluzione che ci rimane non sia distruggere ciò che di buono ha la democrazia ma di cambiarla,di riportarla al  ruolo che le spetta non più per una nazione ma per il mondo intero.

Per superare la crisi serve un evoluzione della democrazia e del grado di responsabilizzazione di ciascuno di noi.

Non si tratta di esportare democrazia e di uniformarci tutti ad unico modello. “Democrazia globale” vuol dire invece che a un certo punto ogni nazione rinuncia ad una parte della sua sovranità per porla nelle mani di un sistema democratico federato globale per rispondere a quei problemi che la crisi globale pone a tutti, che sono sempre di più.

Al movimento “Occupy  Wall street” che ha più domande che risposte, direi: quando chiede la remissione dei debiti del 99% delle persone a cui il debito è stato scaricato a favore del’ 1% restante chiede una cosa per certi aspetti vera, ma non deve dimenticare il fatto che il pericolo del poter non onorare il debito  non sta tanto nel fallimento di qualche banca, ma nel rischio che così facendo si invoglierebbero tutti ad essere ancor più deresponsabilizzati , pensando che allora si possa ricominciare a fare debito all’ infnito, tutti, banche, stati e persone perchè tanto alla fine si viene salvati tutti, senza chiedere niente in cambio. Insomma Si può fare un abuso tanto poi si è condonati.

Senza un assunzione di responsabilità nuova si finirebbe per favorire nuovi atti irresponsabili che hanno creato la crisi stessa: posso sforare il debito quanto voglio ai danni degli altri tanto non mi succede niente, i furbi spendaccioni sarebbero premiati e i responsabili e attenti del consumo del territorio dell energie o dei beni comuni sarebbero fregati.

Chi ha meglio gestito le cose sarebbe declassato e chi ha scialacquato sarebbe premiato con la remissione.

Allora si può assolvere il debito solo per ripartire . E ripartire con un nuovo modello di democrazia globale: assolvere i debiti solo in cambio di leggi e programmi comuni di responsabilizzazione e sanzione globale a cui ciascuno Stato sia tenuto a rispondere.

Alcune cose come l’acqua, il  pianeta, l’ambiente, i diritti e  dignità delle persone degli animali e della natura sono vitale proprietà di tutti e sui quali bisogna avere potere legislativo, di vigilanza e sistemi di controllo comuni.

Si puo salvare il 99% se questo 99% in cambio decide di cambiare strada derogando ad un sistema sovranazionale e democratico , (caro Zizek!), la responsabilità di garantire beni che sono sovranazionali.

Allora l’eccesso di debito, ma anche le condizioni dei lavoratori in Cina o in Africa, la disoccupazione e le condizioni dei lavoratori , il salvare le banche o la gente (sempe che le 2 cose siano in opposizione), la distruzione ambientale causata dalle imprese,  la gestione dei modi di produzione industriale richiedono scelte globali condivise e comuni,. Su questo non ci possono essere uomini o Stati  nemici tra loro.

La Cina non può inquinare come l’Ingjiltera dell’ 800 perché  il sostema economico, le informazioni e le ripercussioni sono globali. Non dico niente di così utopico:

dopo la Seconda  Guerra Mondiale è stato creato l’ONU proprio per  cercare di dare un governo mondiale in cui al più alto livello le diversità giuste e legittime tra gli uomini siano sottomesse ad un bene comune realistico e realizzabile in cui tutti ci si riconosce, uomini uguali e parte di uno stesso pianeta senza vincitori e vinti, reggenti e sudditi, ecc ma ciascuno uguale nel rispetto della sua unicità. All’Onu putropppo manca un vero potere esecutivo, ancora

Il problema delle migrazioni è comune, il problema delle guerre in  Africa è il mio problema già prima che un immigrato venga a casa mia, (ove per altro deve essere il benvenuto ma non nascondiamo il fatto che sia problematica la sua integrazione), allora anche i tedeschi onesti vorranno salvare i fratelli greci il cui governo ha truccato i conti solo se essi acquisiranno un grado di responsabilità  legislativa e sanzionatoria  comune perché avranno capito che aver truccato i conti è stato un problema per i loro fratelli tedeschi che hanno pagato le tasse. Idem per l’Italia. Ogni Stato deve sapere che una democrazia globale non può rimettere i debiti senza un prezzo alto da pagare in termini di responsabilizzazione globale delle persone delle banche e del sistema finanziario, che solo così potrà essere regolato verso fini che non siano solo il guadagno di qualcuno ma il guandagno di qualcuno nel rispetto del territorio e della dignità di tutti.

E quale forma di goiverno abbiamo, noi poveri essseri umani? La democrazia rappresentativa di un mondo unito senza piu nemici o differenze, belle da salvaguardare come biodiversità ma non tali da creare steccati o impedire di trovare una costituzione e l’ossevanza di leggi comuni sulle quali responsabilizazrci e sanzionarci tutti.

L’utopia guida la realtà nella creazione di sistemi di governance realizzabili.  Riascoltare “Immagine” di J. Lennon o guardarsi il film “il pianeta verde” aiuterà a fare i sacrifici per trovare un nuovo modello reale e correggibile in corso d’opera per lo  sviluppo del mondo.

L’Onu era un’ utopia : c’è voluta una guerra e l’olocausto perché divenisse realtà. Sta a noi decidere quanto soffrire: certo è che il dolore non è necessario per fare questa cose, si possono fare anche senza soffrire.

(*) Slavoj Zizek : filosofo e studioso di psicoanalisi sloveno. Il suo ultimo libro è “Dalla tragedia alla farsa. Ideologia della crisi e superamento del capitalismo”-Ponte alle Grazie – 2010

Commneto inviato all’ Internazionale , alla London Review of Books , al movimento Occupy WallStreet e ad Adbusters  il 06/11/2011

3 novembre 2011

DRAGHI: la prima conferenza stampa da Presidente della BCE.

VIDEO: la conferenza integrale (ing.) Here the first press conference of ECB president Mario Draghi 

Pochi importanti principi della nuova guida di Mario Draghi al governo della BCE. Una continua inflessibile indipendenza, nel solco della credibilità,  stabilità e rispetto dei trattati dell’ Unione Europea. L’ idea di fondo è che la chiave risolutiva della crisi risiede in ogni Stato, soprattutto quelli più esposti alla crisi, che devono risolvere i loro problemi con riforme fiscali , del lavoro (garanzie nella flessibilità per i lavoratori/consumatori) strutturali ed economiche (liberalizzazioni) che nascano dall’ interno delle proprie forze sociali , politiche, ed economiche  per una crescita a lungo termine. Draghi avvisa che un eventuale aiuto proveniente dall’esterno (FMI, BCE stessa ! , Cina, ecc) sarebbe solo temporaneo, problematico e non risolutivo per un’ uscita definitiva di tutta l’ Eurozona dall’instabilità e dalla crisi.

Oggi ha inoltre tagliato  tassi di interesse dello 0,25%. I mercati hanno risposto favorevolmente anche se questa decisione sottointende un’ ipotesi di recessione dell’Eurozona nel medio termine.

L’ITALIA E’ AVVISATA: LA BCE NON CONTINUERA’ AD ACQUISTARE BTP ITALIANI ALL’INFINITO MA LO FARA’ SOLO FINCHE’ LO RITERRA’ OPPORTUNO PER GARANTIRE IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELL’ORDINE MONETARIO DELL’EURO DI CUI LA BCE STESSA E’ GARANTE.

27 ottobre 2011

LETTERA ALLA UE: un piano ambizioso in tutta fretta.

 (here in english)

Non c’è che dire : il premier presenta qualcosa , costretto dall’ UE: un piano di crescita e recupero fondi per diminuire il debito pubblico ambizioso e di rincorsa su cose non fatte prima , nè negli anni precedenti nè dai governi precedenti (anche i suoi) degli scorsi vent’anni.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

Berlusconi decide tutto da solo, nel suo stile “o con me o contro di me”, quindi con i fedelissimi e senza l’apporto di Tremonti e di parte del governo. Poi un po’ con la “faccia tosta” chiede e si aspetta che le opposizioni e le parti sociali facciano la loro parte, senza averle coivolte prima nella stesura della missiva. Le accuse di disfattismo contro la sinistra non hanno senso a questo punto.

Per esempio: potrebbbe andare bene facilitare il licenziamento di posti a tempo indeterminato per motivi di crisi delle imprese, ma perchè non si fa anche un accenno dettagliato alla volontà di attuare in tempi certi politiche di indennità a supporto dei precari, in modo da colmare i gap della loro discontinuità lavorativa e contributiva, come per altro la stessa UE ci chiedeva ?

Era poi doveroso accennare alle azioni di contrasto all’ evasione fiscale  che si intende eventualmente attuare. Coinvolgere le oppsizioni a cose fatte rende poco credibile anche gli intenti descritti di supporto all’istruzione e alla ricerca , peraltro invocati dopo i tagli subiti dalle scuole e una riforma universitaria non condivisa.

Si dice che ci saranno liberalizzazioni e privatizzazioni ma oltre alla concorrenza occorre che la legge fissi gli standard di qualità minimi che i privati dovrebbero garantire e vigili sugli stessi.

 Va bene l’accenno al miglioramento dell’efficienza nella Pubblica Amministrazione ma perchè non si è associato anche un chiaro intento di tagli ai privilegi della politica: tra i tanti, non si può invocare una modifica delle pensioni per tutti e permettere ancora che dopo una legislatura i parlamentari abbiano diritto a un vitalizio sproporzionato. L’esempio è fondamentale in politica.

Riformare l’architettura costituzionale in senso federale con la fine del bicameralismo perfetto e uno snellimento dell iter delle leggi può essere fatto ma da un governo tecnico di ampia maggioranza condivisa e non di certo da questo premier che ha inteso il bipolarismo e il governare come conflitto con gli altri poteri costituzionali , primo fra tutti la giustizia.

Gli intenti di ripresa del sud sono nobili quanto al limite dell’utopia nei tempi dati. Il problema del PIL basso del mezzogiorno così incancrenito nei secoli insieme alla criminalità e al diffuso lavoro sommerso può essere risolto solo da una maggioranza ampia che apra ad dibattito serio a 360° con le opposizioni.

Sarà diffcile insomma  chiedere concordia politica a tutti solo adesso, quando chi la chiede anche questa volta non l’ha seminata: così aumenta il rischio che la lettera rimanga solo di intenti.

Commento inviato al Sole 24 ore il 27/10/2011

26 ottobre 2011

La Crisi spiegata in sintesi con uno schema: tutto è interconnesso.

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Ecco lo schema del New York Times: un’ eccellente immagine ci fa vedere come la Crisi del debito sia tutta interconnessa e che l’ITALIA è una fonte possibile, potente e pericolosa di contagio, in quanto i nostri creditori diretti ( la Francia ) e indiretti non sopporterebbero una nostra insolvenza, possibile se l’Italia non darà a breve (già domani al vertice UE di Bruxelles alle 18) una svolta di credibilità e di sviluppo per contrastare e diminuire il suo deficit, facendo si che i mercati di nuovo fiduciosi  comprino ancora titoli di Stato italiani ad un interesse sostenibile (cioè con uno spread BTP-BUND sotto i 400 punti-base), evitando così il fallimento prima suo e poi di tutta l’area Euro. E’ una guerra che l’Italia perderebbe per prima e a caro prezzo (vedi Grecia); viceversa una buona gestione italiana della sua posizione di forte debitore potrebbe addirittura diventare un elemento di forza  se ben sfruttato.In fondo come si vede, anche la Germania ha un grosso debito ma la sua credibilità e la sua economia la mettono al riparo da pericoli diretti e le permettono una posizione di leadership in questo momento. E’ tempo di voltare pagina in toto.

Commento inviato al Sole 24 ore il 26/10/2011

Le frecce puntano dal Paese debitore verso il Paese esposto. Buona visione…

– Clicca sull’ immagine per poi ingrandire –




21 settembre 2011

Cosa deve fare l’Italia. Perchè il premier deve fare un passo indietro.

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In questo momento anche Confindustria ha capito che il il nostro premier rappresenta un problema più che una soluzione. Un problema per la quantità di prove schiaccianti che imporrebbero “un passo indietro” perchè sia fatta giustizia sulla sua onorabilità o colpevolezza. Il processo Mills ha un corrotto e un corruttore e il parlamento ormai fa leggi per salvare il premier dalle sentenze , cercando di allungare i tempi del processo e accorciare i tempi di prescrizione, con l’effetto collaterale che nessuno potrà più ottenere giustizia, nessuno investirà più in un Paese senza certezza della pena. Ci sono prove della presenza di una minorenne in un contesto di prostituzione minorile in cui il premier era presente:lo stesso  ha telefonato, al di fuori delle sue funzioni, alla questura di Milano imponendo la liberazione della minore con affido alla consigliere regionale Minetti, diversamente da quanto disposto dal magistrato per i minori e da qui l’accusa di concussione.  Alcune persone legate a giri di prostituzione, Minetti appunto oltre allo stesso premier, siedono in ruoli pubblici e sono pagati da noi. La chiesa almeno sui peccati , più che sui reati doveva avere una posizione più netta. Ci sono prove che mostrano la ricattabilità del premier in quanto attraverso la prostituzione si mirava ad una turbativa d’asta su appalti statali: oggi che credibilità ha un premier connivente o raggirato da criminali?  (ad alcuni dei quali suggerisce addirittura la latitanza). Quanti capi di governo, alcuni forse anche offesi (Merkel “culona..”?, l'”abbronzato” Obama),  possono oggi credere che questo governo abbia l’autorevolezza per fare  ciò che serve al Paese , al di là di annosi proclami di scossoni all’ economia. Quanti vorrebbero oggi farsi fotografare o sedersi a cena con un premier del genere ? Così facciamo la figura della Grecia, non meritandolo.E i mercati ci fanno pagare anche questo. Deve andare a casa anche chi non autorizza l’arresto per Milanese o Cosentino per mantenere in piedi il governo a prescindere dal merito della richiesta stessa, o chi appoggia un ministro indagato per mafia, chi favorisce la trasmissione ereditaria del potere ed evoca fantasiose secessioni e usa toni razzisti, dopo aver appoggiato un governo che non solo non ha fatto il federalismo fiscale , ma ha aumentato le tasse e non ha tagliato nè i costi dello Stato nè della politica. “Apres moi le deluge?”  No: Senza paura, a casa. Per una nuova stagione in cui ci sia una rivoluzione tale che imponga nella testa degli italiani, specie delle classi dirigenti, l’onestà pubblica contro l’evasione fiscale , l’inefficienza (potendo licenziare anche nel pubblico), la corruzione a tutti i livelli, per il rispetto delle regole di tutti, immigrati e non, la trasparenza e la meritocrazia, senza conflitti di interesse tra informazione giustizia e potere legislativo, e senza più raccomandazioni. Dopo due legislature si deve andare a casa e  certo,  con una giustizia più celere,  i condannati dovrebbero essere esclusi dal parlamento. Inoltre questo governo non è più quello eletto dagli Italiani, dal “popolo sovrano” (come dicono a X-factor): dopo l’uscita di Fini infatti e l’entrata per compravendita dei cosidetti “responsabili” di non si sa cosa,  si può legittimamente sciogliere. Il cosidetto “popolo sovrano” ha invece raccolto firme , grazie all’ iniziativa del movimento dei grillini, per un referendum semplice, per esprimersi sul “parlamento pulito” e sul limite  a due legislature per gli eletti, ma “la casta” non ha ancora concesso agli Italiani di esprimersi, violando così la costituzione. Evitiamo che il Paese vada a puttane, forse lo è già.

Inviato al Sole 24 Ore, il 21/09/2011

26 luglio 2011

La possibilità di un downgrade per gli Stati Uniti si fa seria. Rischio default se non sarà approvata una manovra economica.

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DAL QUOTIDIANO ON LINE: WWW.CORRIERE.IT

Un significativo numero di repubblicani al Congresso sta insistendo su un approccio che include solo tagli alle spese, che non chiede affatto agli americani più abbienti o alle corporazioni maggiori di contribuire. L’approccio bilanciato di cui parla da settimane il presidente statunitense comprende, oltre a tagli delle spese, anche una serie di incrementi delle tasse….vai all’articolo

IL COMMENTO INVIATO AL  CORRIERE DELLA SERA IL 26/07/2011 9:53

E’ ovvio che è in atto uno scontro di interessi e una propensione degli Americani a non percepire la necessità di un welfare come lo intendiamo noi Europei. Rimane però innegabile che un approccio equilibrato tra tagli all spesa sociale e innalzamento delle tasse anche per i più ricchi sia l’unica strada affinchè ogni manovra economica possa essere accettata da tutti  come un sacrificio da compiere per il buon funzionamento della nazione. Un “egoismo” dei più ricchi (quelli che non hanno bisogno dei servizi sociali) appare ingiustificabile. A volte bisogna agire al di là di calcoli elettorali e appoggi lobbystici.

VIDEO: il discorso di Obama sullla crisi

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