Commenti Quotidiani.

8 marzo 2013

Luci e ombre delle Stelle : M5s, Grillo e Casaleggio. Alcuni punti non chiari rischiano di rovinare i contenuti del Movimento 5 stelle. Gli elettori aumentano con la trasparenza e democrazia interna.

Nessuno è perfetto, Grillo stesso ha detto che si faranno errori e di dare una mano: secondo me dare la mano significa cercare una chiarezza che ispiri una maggiore fiducia e quindi passa anche da critiche si spera costruttive.
Federico Mello, autore dell’ottimo saggio “Il Lato Oscuro delle Stelle“, pone e accentua dubbi sul movimento di Grillo e Casaleggio e le sue contraddizioni, di cui forse i lettori non sono pienamente a conoscenza: Link dell’audiointervista dell’ autore alla radio
Prendiamo le tesi esposte come un ago nel pagliaio delle cose positive che ha già apportato il m5s ma chi non nasconde nulla non deve temere legittimi dubbi
Di fatto si dimostra con testimonianze, documenti e retroscena che nel m5S non esiste molta democrazia interna quanta si vorrebbe con la partecipazione: il problema del non-Statuto (scritto dai due senza interrogare nessuno) prevede che solo Grillo abbia il Copyright del movimento e decida chi è autorizzato a fare uso del simbolo e delegato a parlare. Sul Programma del m5s è invece contenuta la richiesta di abolizione della legge Urbani sul Copyright tra i punti riguardanti l’informazione. Ecco la contraddizione.Perchè i temi del M5s sono temi importanti sia in campo di etica pubblica che di risorse ,di ambiente e di diversi modelli di sviluppo centrati sulla sostenbilità dell’essere umano nell’ ambiente, dalla green economy alla Felicità interna lorda al posto del solo Pil, che vanno affrontati senza facili semplificazioni o ritorno ad uno Stato monopolista accentratore incontrollato piuttosto che controllore dei nostri diritti. Chi vuole che prevalga il diritto sulle multinazionali o sul potere economico deve essere egli stesso in una posizione di trasparenza totale e apertura al dialogo.

Sempre da non-Statuto, solo Grillo può decidere i temi del Programma e scrivere i comunicati politici di indirizzo, ma non è stato nominato nè eletto da nessuno. La sua carica non è a tempo. Nel frattempo chiedono il limite di due legislature per tutti i politici. Adesso queste possono sembrare questioni formali ma naturali per un movimento che ha avuto successo.

Mello sostiene che solo Grillo decide dei rimborsi agli eletti, che vengono a lui delegati come regola scritta: ma egli è di fatto un cittadino privato, non eletto che gestisce fondi pubblici a titolo di comico o capo che dà visibilità ad un movimento politico. Normale chiedersi se non sarebbe meglio un capo a rotazione prima o poi.

La democrazia è pluralismo e confronto. Invece sul piano interno mancano nel Non-statuto quelle norme di modificabilità dello stesso o di sviluppo di un’opposizione interna alla linea dettata da Grillo e Casaleggio, su quello esterno si è contro tutti i partiti a prescindere, si vuole il 100% del parlamento come da intervista di Grillo su Time oggi.

La democrazia non è il 100%, basta il 51%, ma paradosso per paradosso, questa è storia passata: la democrazia è rispetto e possibilità di esitenza di un’ opposizione interna ed esterna, di chi non la pensa come te, insomma.

Chi non è d’accordo col “diumvirato” al vertice è invece espulso, diffidato e scomunicato da Grillo: vedi il caso Salsi. È questo che stride col carattere partecipativo del movimento

Ma a che titolo e che differenza c’è allora tra m5S e altri partiti, che almeno hanno una presenza di organi di vigilanza interna, seppur di facciata: dal m5s invece ne vorrei una vera di autogoverno democratico e trasparente, maggiore di quella dei partiti della seconda Repubblica così aspramente e a ragione criticati.

Grillo è poi contro il sistema democratico rappresentativo anche se il movimento è fondato sulla costituzione essere contro il sistema dei partiti potrebbe significare all’estremo essere contro il confronto con idee altrui nel Parlamento e piuttosto che associare a questo la rete, lo si potrebbe abolire per sostituirlo con la rete: Grillo e Casaleggio pensano che si possa regolare e decidere tutto sul web? ma internet, contrariamente a quanto si dica, da solo è meno democratico e trasparente che le due cose (parlamento e web ) messe insieme, non garantisce trasparenza e il motivetto “uno vale uno” non è vero perchè alcuni più di altri (come la Casaleggio Associati) sannno come modificare le piattaforme e spostare il consenso, sanno che si possono creare troll (finti account per virare i commenti) o gestire opinion leader: la rete è un media unico ma al pari di altri può essere manipolato e non gli si può dare rango decisionale, i “like” di facebook devono affiancare la cara vecchia democrazia parlamentare e i suoi organi di bilanciamento del potere, creati dall Costituzione. La piattaforma internet su cui si vota deve essere sicura, aperta a sistemi di controllo terzi e non verticistica (aggiungo: e se poi uno non ha il tempo ? la voglia? la capacità? volesse delegare perche togliergli il parlamento?e ancora su internet il voto si scambio sarebbe più sicuro? )

Il movimento 5 stelle adesso non è più un antipotere: è un potere,quindi dovrebbe essere piu trasparente a tutti, giornalisti compresi, più democratico internamente e aperto al confronto: invece attacca i giornalisti come demoni: ma il pluralismo dei giornali anche se asservito a diversi poteri è comunque la base per il controllo democratico, ci siamo scordati queste cose?

Adesso il m5s può ottenere qualcosa delle sue giuste rivendicazioni contro la cosiddetta “casta”: se sceglie di non governare (la democrazia è comprmesso) cerchi un modo per gestire la mano tesa dal Pd per esempio senza fare alleanze ma mi domando se vuole cambiare le cose o solo sprecare un’occasione per ottenere piu voti, anzi tutti i voti.

Ecco cosa vuol dire sprecare un’ occasione: in passato è successo, gente contro i partiti ne abbiamo avuta , per citarne uno che diceva “Ittallianiiii” in modo non ironico come Grillo. Gente che crea il partito-persona anche . Niente di nuovo.
Gli italiani non gestiscono bene la democrazia ancor oggi, mi spiace ammetterlo. Le colpe sono lontane e anche gli ultimi 20 anni di attacchi alle istituzioni più o meno giustificati, distanza della politica dai bisogni reali della gente, ruberie e abusi dei partiti, hanno dato sostegno a Grillo: finalmente qualcosa è cambiato, finora il movimento ha dimostrato solo effetti positivi:il parlamento è più giovane e con più donne: fanno selezioni pubbliche per i collaboratori: mi domando se sarà anche più libero o se i grillini saranno eterodiretti sullo stile vecchia politica: lo vedremo e voglio stupirmi.

Detto questo, rivendicando il diritto alla critica libera e ai legittimi dubbi di tutti giornalisti e non,che hanno diritto a delle risposte, spero di essere smentito dai fatti. Ben venga il Movimento 5 stelle che porta contenuti importantissimi sia nell’ etica pubblica sia nell’ utilizzo delle risorse del pianeta che in altri argomenti e ai quali sono interessato ad una seria discussione, ma senza aver risolto i problemi elencati mi lascia purtroppo un po’ di paura di cadere dalla padella nella brace. Spero che si risolvano, che ci sia vera democrazia diretta, e non con capi che contano di più.
Spero che facciano un non Statuto, o Statuto ( per questo li hanno inventati) , con delle garanzie sulla partecipazione trasparente che tanto si prefiggono di ottenere dagli altri.
Risolti questi aspetti potrei ben sperare nel rinnovamento italiano magari con la cittadinanza dei figli di immigrati nati in Italia e un Europa davvero prima dei popoli.

6 novembre 2011

La democrazia e il capitalismo globale. Il fenomeno “Occupy Wall Street”

Voglio rispondere ad un articolo apparso sull’ Internazionale del 4 nov 2011, tratto dalla London Review of Books (qui trovate gli articoli in ITALIANO e INGLESE )  a firma di  Slavoj Zizek (*) nel quale si sostiene, a mio modo provocatoriamente, che in tutta questa crisi la democrazia rischia di risultare il vero nemico.

Che sia un momento storico in cui in nodi vengano al pettine lo abbiamo capito tutti, non solo per l’Italia ma anche per l’ Unione europea e per il mondo intero.

Si capisce che oggi di fatto siamo dominati dal capitalismo finanziario globale, il quale come tutte le cose ha anche creato problemi “globali”, cioè al pianeta intero e ai già  molti che non avevano voce (come gli africani) si sono aggiunti problemi anche per gli occidentali, americani ed europei, che di voce ne hanno di più.  Da qui sono nate le proteste in tutto il mondo, in forme diverse, da quelle arabe all’occupazione di Wall street.

“We are 99%” è il motto degli occupanti di Zuccotti park. Una protesta come  “Occupy Wall Street” non era mai accaduta prima nel Paese che il capitalismo moderno ha creato. Anche se chi protesta in fondo ha più domande e indignazione che risposte da offrire.

Slavoj Zizek ci dice anche che le democrazie nazionali oggi sono lente e inefficaci , inadeguate a rispondere ai problemi che oggi la crisi finanziaria globale pone perché:

1)Ogni democrazia ha una sovranità legislativa sempre più piccola di qualsiasi problema che i mercati globali pongono. Il mercato ha regole e un dinamismo sovranazionale che lo rendono non regolabile da democrazie che questa governace snella sovranazionale non hanno.

Siè visto in ogni summit che si fa, da quelli europei al G20, tutto si conclude sempre con un nulla di fatto. Per esempio, l’attuazione di una legge comune come la Tobin tax sulle transazioni finanziarie (sulla cui efficacia non voglio entrare nel merito) non si riesce ad attuare e comunque i tempi e i meccanismi burocratici sono sempre più lunghi di quelli che l’evoluzione della crisi dei mercati richiede.

Da qui insomma si capisce che mentre già esiste un capitalismo globale maturo non esiste un diritto globale nè l’organizzazioni democratiche preposte ad attuarlo.

2)Le democrazie nazionali sono nate come emanati del modello capitalista nato dalla classe borghese dell’ 800 e da esso traggono sussistenza, ma per questo motivo sarebbero in una posizione di sottomissione (lobbistica) e  non di governance del sistema: allora per poter davvero contrastare i problemi che il capitalismo globale oggi pone  dovrebbero rimettere un discussione loro stesse.

Non sono contro il capitalismo in sé. Il capitalismo in sé non è ne buono né cattivo, solo che non lo si è mai trattato per quello che è , un mezzo e non un fine del sistema sociale umano, e questa è la differenza fondamentale.

Ora Slavoj Zizek dice che la la democrazia è il vero nemico? Io dico fermamente di  no, essa rimane ancora “il migliore tra i peggiori tipi di governo possibile” e alcune libertà (libere elezioni, libertà di stampa , indipendenza della magistratura, rispetto dei diritti umani) non sono poca cosa e le ha garantite meglio dei totalismi passati o di quelli contemporanei.

Semplice a dirsi, difficile a farsi: ma credo che l’unica soluzione che ci rimane non sia distruggere ciò che di buono ha la democrazia ma di cambiarla,di riportarla al  ruolo che le spetta non più per una nazione ma per il mondo intero.

Per superare la crisi serve un evoluzione della democrazia e del grado di responsabilizzazione di ciascuno di noi.

Non si tratta di esportare democrazia e di uniformarci tutti ad unico modello. “Democrazia globale” vuol dire invece che a un certo punto ogni nazione rinuncia ad una parte della sua sovranità per porla nelle mani di un sistema democratico federato globale per rispondere a quei problemi che la crisi globale pone a tutti, che sono sempre di più.

Al movimento “Occupy  Wall street” che ha più domande che risposte, direi: quando chiede la remissione dei debiti del 99% delle persone a cui il debito è stato scaricato a favore del’ 1% restante chiede una cosa per certi aspetti vera, ma non deve dimenticare il fatto che il pericolo del poter non onorare il debito  non sta tanto nel fallimento di qualche banca, ma nel rischio che così facendo si invoglierebbero tutti ad essere ancor più deresponsabilizzati , pensando che allora si possa ricominciare a fare debito all’ infnito, tutti, banche, stati e persone perchè tanto alla fine si viene salvati tutti, senza chiedere niente in cambio. Insomma Si può fare un abuso tanto poi si è condonati.

Senza un assunzione di responsabilità nuova si finirebbe per favorire nuovi atti irresponsabili che hanno creato la crisi stessa: posso sforare il debito quanto voglio ai danni degli altri tanto non mi succede niente, i furbi spendaccioni sarebbero premiati e i responsabili e attenti del consumo del territorio dell energie o dei beni comuni sarebbero fregati.

Chi ha meglio gestito le cose sarebbe declassato e chi ha scialacquato sarebbe premiato con la remissione.

Allora si può assolvere il debito solo per ripartire . E ripartire con un nuovo modello di democrazia globale: assolvere i debiti solo in cambio di leggi e programmi comuni di responsabilizzazione e sanzione globale a cui ciascuno Stato sia tenuto a rispondere.

Alcune cose come l’acqua, il  pianeta, l’ambiente, i diritti e  dignità delle persone degli animali e della natura sono vitale proprietà di tutti e sui quali bisogna avere potere legislativo, di vigilanza e sistemi di controllo comuni.

Si puo salvare il 99% se questo 99% in cambio decide di cambiare strada derogando ad un sistema sovranazionale e democratico , (caro Zizek!), la responsabilità di garantire beni che sono sovranazionali.

Allora l’eccesso di debito, ma anche le condizioni dei lavoratori in Cina o in Africa, la disoccupazione e le condizioni dei lavoratori , il salvare le banche o la gente (sempe che le 2 cose siano in opposizione), la distruzione ambientale causata dalle imprese,  la gestione dei modi di produzione industriale richiedono scelte globali condivise e comuni,. Su questo non ci possono essere uomini o Stati  nemici tra loro.

La Cina non può inquinare come l’Ingjiltera dell’ 800 perché  il sostema economico, le informazioni e le ripercussioni sono globali. Non dico niente di così utopico:

dopo la Seconda  Guerra Mondiale è stato creato l’ONU proprio per  cercare di dare un governo mondiale in cui al più alto livello le diversità giuste e legittime tra gli uomini siano sottomesse ad un bene comune realistico e realizzabile in cui tutti ci si riconosce, uomini uguali e parte di uno stesso pianeta senza vincitori e vinti, reggenti e sudditi, ecc ma ciascuno uguale nel rispetto della sua unicità. All’Onu putropppo manca un vero potere esecutivo, ancora

Il problema delle migrazioni è comune, il problema delle guerre in  Africa è il mio problema già prima che un immigrato venga a casa mia, (ove per altro deve essere il benvenuto ma non nascondiamo il fatto che sia problematica la sua integrazione), allora anche i tedeschi onesti vorranno salvare i fratelli greci il cui governo ha truccato i conti solo se essi acquisiranno un grado di responsabilità  legislativa e sanzionatoria  comune perché avranno capito che aver truccato i conti è stato un problema per i loro fratelli tedeschi che hanno pagato le tasse. Idem per l’Italia. Ogni Stato deve sapere che una democrazia globale non può rimettere i debiti senza un prezzo alto da pagare in termini di responsabilizzazione globale delle persone delle banche e del sistema finanziario, che solo così potrà essere regolato verso fini che non siano solo il guadagno di qualcuno ma il guandagno di qualcuno nel rispetto del territorio e della dignità di tutti.

E quale forma di goiverno abbiamo, noi poveri essseri umani? La democrazia rappresentativa di un mondo unito senza piu nemici o differenze, belle da salvaguardare come biodiversità ma non tali da creare steccati o impedire di trovare una costituzione e l’ossevanza di leggi comuni sulle quali responsabilizazrci e sanzionarci tutti.

L’utopia guida la realtà nella creazione di sistemi di governance realizzabili.  Riascoltare “Immagine” di J. Lennon o guardarsi il film “il pianeta verde” aiuterà a fare i sacrifici per trovare un nuovo modello reale e correggibile in corso d’opera per lo  sviluppo del mondo.

L’Onu era un’ utopia : c’è voluta una guerra e l’olocausto perché divenisse realtà. Sta a noi decidere quanto soffrire: certo è che il dolore non è necessario per fare questa cose, si possono fare anche senza soffrire.

(*) Slavoj Zizek : filosofo e studioso di psicoanalisi sloveno. Il suo ultimo libro è “Dalla tragedia alla farsa. Ideologia della crisi e superamento del capitalismo”-Ponte alle Grazie – 2010

Commneto inviato all’ Internazionale , alla London Review of Books , al movimento Occupy WallStreet e ad Adbusters  il 06/11/2011

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: