Commenti Quotidiani.

9 novembre 2011

Berlusconi non si dimette ma promette dimissioni: i btp impazziscono: Nessuno ha più tempo per lui

Berlusconi al Quirinale non si dimette ma le promette solo dopo la legge di stabilita; i mercati lo bocciano ancora, si aspettavano che lasciasse subito, lo spread raggiunge nuovi record oltre 500 punti e rendimenti sopra il 7%. I mercati e l’ Europa ma anche il Paese si aspettano un dopo-Berlusconi che non e’ stato capace di fare le riforme tanto annunciate in venti anni ed ora urgenti. Oggi il governo Berlusconi ci lascia in eredita’ un Paese a cui nessuno crede piu’ e per questo commissariato dall’UE e dall’FMI: Complimenti! Colpa della magistratura o dei media a cui non e’ stato messo un bavaglio? Non credo proprio. E’necessario un governo di unita’ nazionale che faccia le cose importanti, come da tempo sostengono le opposizioni,eccetto invece gli estremi IdV e Sel e la parte del Pdl e Lega aizzate in modo sconsiderato dagli interessi di parte di Berlusconi e Bossi sopra quelli dell’Italia ancora una volta: Le elezioni in questo periodo sarebbero un momento di vacanza dalle attività del parlamento per dedicarsi alla lotta con gli avversari elettorali:cosa assai dannosa in questo momento in cui le scelte vanno adottate e non si puo’ perdere altro tempo. Tra Berlusconi e l’Italia bisogna scegliere l’Italia.

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2 novembre 2011

Napolitano: il Quirinale cerca larga condivisione.

Vista la scarsa credibilità di cui gode il governo italiano, il Quirinale cerca delle riforme urgenti e largamente condivise.

Intanto Nichi Vendola  non darebbe la disponibilità ad un governo tecnico , appollaiandosi sui “principi” che già con Bertinotti crearono solo danni.

“L’idea del governo tecnico, di una risposta emergenziale, non risolve il problema: siamo di fronte ad una crisi lunga, strutturale, direi di modello” dice Vendola.

E’ una posizione irresponsabile in questo momento per un politico che deve prendere delle scelte realistiche responsabili nel contesto del momento cruciale per l’Italia.

“Chi sottovaluta questo si prende una responsabilità storica”  ha detto Bersani rivolto alla maggioranza ma anche alla superbia dei “puri” vendoliani.

Basta dunque infarcirsi la bocca dicendo che  la crisi è del modello di sviluppo , quello l’abbiamo capito tutti, basta con la retorica che non incanta. Veda Nichi Vendola  di scendere dal piedistallo “bertinottiano” che alla fine ha creato solo danni e si rimbocchi le maniche insieme alle altre forze di ricostruzione della credibilità nazionale.

Commento inviato a L’Unità il 02/11/2011

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