Commenti Quotidiani.

11 dicembre 2012

Banca d’italia, Generali e la “quota dei conflitti”

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in commento all’ articolo di Luigi Zingales del Sole 24 ore del 10 dicembre 2012

http://www.fermareildeclino.it/articolo/banca-ditalia-generali-e-la-quota-dei-conflitti

E’  il solito problema delle authorities vere che non esistono: manca lo Stato che si fa garante davvero del mercato e delle lobbies. Piuttosto ne esiste uno che fa parte del gioco per turbarlo in modo mai chiaro e palese, in modo intermediario, in concorrenza sleale tra privati, invece di farsi arbitro della correttezza tra cittadini o imprese che siano. Manca davvero in Italia il valore dell’ essere liberali senza favori o sconti, e puntualmente ne paghiamo le conseguenze. Fermare il Declino vuole colmare questa enorme lacuna culturale e politica che serve ad un Paese come il nostro per dirsi davvero occidentale, moderno ed europeo.

Ciò non  significa essere contro la difesa del lavoro , intesa come difesa del lavoratore e non del posto di lavoro per sua natutra soggetto ad un mercato flessibile se vuole competere:  sostenere il lavoratore e non il posto di lavoro , e un sitema universalistico di salute sono elementi che favoriscono i cittadini che sono anche consumatori; i modi in cui il sistema sanitario nazionale può essere sostenuto sono diversi e sopratutto possono essere fatti grossi risparmi tagliando sprechi,introdiucendo il merito nella sanità pubblica copme in tutta la pubblica amministrazione, lavorando sulla prevenzione e aumentando la percentuale di detrazione delle cure mediche: preferiamo tutti vivere in una Paese che permette le cure di base a tutti, anche la maggioranza dei cittadini americani ha infine appoggiato l'”Obamacare” con la rielezione del presidente Obama.

26 luglio 2011

La possibilità di un downgrade per gli Stati Uniti si fa seria. Rischio default se non sarà approvata una manovra economica.

Filed under: News,Notizie,Politica — the jack sign @ 10:11
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DAL QUOTIDIANO ON LINE: WWW.CORRIERE.IT

Un significativo numero di repubblicani al Congresso sta insistendo su un approccio che include solo tagli alle spese, che non chiede affatto agli americani più abbienti o alle corporazioni maggiori di contribuire. L’approccio bilanciato di cui parla da settimane il presidente statunitense comprende, oltre a tagli delle spese, anche una serie di incrementi delle tasse….vai all’articolo

IL COMMENTO INVIATO AL  CORRIERE DELLA SERA IL 26/07/2011 9:53

E’ ovvio che è in atto uno scontro di interessi e una propensione degli Americani a non percepire la necessità di un welfare come lo intendiamo noi Europei. Rimane però innegabile che un approccio equilibrato tra tagli all spesa sociale e innalzamento delle tasse anche per i più ricchi sia l’unica strada affinchè ogni manovra economica possa essere accettata da tutti  come un sacrificio da compiere per il buon funzionamento della nazione. Un “egoismo” dei più ricchi (quelli che non hanno bisogno dei servizi sociali) appare ingiustificabile. A volte bisogna agire al di là di calcoli elettorali e appoggi lobbystici.

VIDEO: il discorso di Obama sullla crisi

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