Commenti Quotidiani.

16 gennaio 2013

Ogni tanto fa bene ricordare le parole giuste: ESRATTI DALLA DICHIARAZONE DI INDIPENDENZA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA 4 LUGLIO 1776

…Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l’esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d’un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire. Tale è stata la paziente sopportazione delle Colonie e tale è ora la necessità che le costringe a mutare quello che è stato finora il loro ordinamento di governo. Quella dell’attuale re di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un’assoluta tirannia su questi Stati. Per dimostrarlo ecco i fatti che si sottopongono all’esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede.

  1. Egli ha rifiutato di approvare leggi sanissime e necessarie al pubblico bene.
  2. Ha proibito ai suoi governatori di approvare leggi di immediata e urgente importanza, se non a condizione di sospenderne l’esecuzione finchè non si ottenesse l’assentimento di lui, mentre egli trascurava del tutto di prenderle in considerazione.
  3. Ha rifiutato di approvare altre leggi per la sistemazione di vaste zone popolate, a meno che quei coloni rinunziassero al diritto di essere rappresentati nell’assemblea legislativa — diritto di inestimabile valore per essi e temibile solo da un tiranno.
  4. Ha convocato assemblee legislative in luoghi insoliti, incomodi e lontani dalla sede dei loro archivi, al solo scopo di indurre i coloni, affaticandoli, a consentire in provvedimenti da lui proposti.
  5. Ha ripetutamente disciolto assemblee legislative solo perché si opponevano con maschia decisione alle sue usurpazioni dei diritti del popolo.
  6. Dopo lo scioglimento di quelle assemblee si è opposto all’elezione di altre: ragion per cui il Potere legislativo, che non può essere soppresso, è ritornato, per poter funzionare, al popolo nella sua collettività, — mentre lo Stato è rimasto esposto a tutti i pericoli di invasioni dall’esterno, e di agitazioni all’interno.
  7. Ha tentato di impedire il popolamento di questi Stati, opponendosi a tal fine alle leggi di naturalizzazione di forestieri rifiutando di approvarne altre che incoraggiassero la immigrazione, e ostacolando le condizioni per nuovi acquisti di terre.
  8. Ha fatto ostruzionismo all’amministrazione della giustizia rifiutando l’assentimento a leggi intese a rinsaldare il potere giudiziario.
  9. Ha reso i giudici dipendenti solo dal suo arbitrio per il conseguimento e la conservazione della carica, e per l’ammontare e il pagamento degli stipendi.
  10. Ha istituito una quantità di uffici nuovi, e mandato qui sciami di impiegati per vessare il popolo e divorarne gli averi.
  11. Ha mantenuto tra noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza il consenso dell’autorità legislativa.
  12. Ha cercato di rendere il potere militare indipendente dal potere civile, e a questo superiore.
  13. Si è accordato con altri per assoggettarci a una giurisdizione aliena dalla nostra costituzione e non riconosciuta dalle nostre leggi, dando il suo assentimento alle loro pretese disposizioni legislative miranti a:
    1. acquartierare tra noi grandi corpi di truppe armate;
    2. proteggerle, con processi da burla, dalle pene in cui incorressero per assassinii commessi contro gli abitanti di questi Stati;
    3. interrompere il nostro commercio con tutte le parti del mondo;
    4. imporci tasse senza il nostro consenso;
    5. privarci in molti casi dei benefici del processo per mezzo di giuria;
    6. trasportarci oltremare per esser processati per pretesi crimini;
    7. abolire il libero ordinamento dileggi inglesi in una provincia attigua, istituendovi un governo arbitrario, ed estendendone i confini si da farne nello stesso tempo un esempio e un adatto strumento per introdurre in queste Colonie lo stesso governo assoluto;
    8. sopprimere le nostre carte statutarie, abolire le nostre validissime leggi, e mutare dalle fondamenta le forme dei nostri governi;
    9. sospendere i nostri corpi legislativi, e proclamarsi investito del potere di legiferare per noi in ogni e qualsiasi caso.

….E d’altra parte non abbiamo mancato di riguardo ai nostri fratelli britannici. Di tanto in tanto li abbiamo avvisati dei tentativi fatti dal loro parlamento di estendere su di noi una illegale giurisdizione. Abbiamo ricordato ad essi le circostanze della nostra emigrazione e del nostro stanziamento in queste terre. Abbiamo fatto appello al loro innato senso di giustizia e alla loro magnanimità, e li abbiamo scongiurati per i legami dei nostri comuni parenti di sconfessare queste usurpazioni che inevitabilmente avrebbero interrotto i nostri legami e i nostri rapporti.

Anch’essi sono stati sordi alla voce della giustizia, alla voce del sangue comune. Noi dobbiamo, perciò, rassegnarci alla necessità che denuncia la nostra separazione, e dobbiamo considerarli, come consideriamo gli altri uomini, nemici in guerra, amici in pace.

… E in appoggio a questa dichiarazione, con salda fede nella protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente impegnamo le nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore.

John Mancock
(Seguono 55 firme di Rappresentanti dei 13 Stati)

 

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30 dicembre 2011

L’immaginaria ricostruzione del Wall Street Journal fatta solo per attaccare l’ Eurozona e l’ Italia

HERE IN ENGLISH

In risposta all’ articolo di “presunto scoop” del WallStreetJournal (Link) “L’ approfondirsi della crisi dell’ Euro mette contro i leader fra loro”
Una fantasiosa e infondata ricostruzione del WSJ rivelerebbe come la Germania, criticata per non affrontare con forza la crisi del debito europeo nella sua fase iniziale, abbia risposto ai pericoli in Italia questo autunno imponendo il suo potere su una zona euro divisa imponendo il cambio di vertice da Berlusconi a Monti.
ECCO PERCHE’ QUESTA RICOSTRUZIONE SENZA PROVE E’ SOLO UN ENNESIMO ATTACCO ALL’ EUROPA:

Sembra una FICTION del  WSJ. Giorgio Napolitano ha troppo rispetto degli italiani ed è un profondo conoscitore di ciò che la Costituzione gli consente come Presidente della Repubblica perchè il WSJ possa affermare che  è soltanto un povero ottantenne al servizio delle volontà della Merkel. La  Merkel non è così superficiale da commettere un abuso di potere su uno stato alleato, chiedendo a Napolitano cose irricevibili, conoscendo la statura di rispetto istituzionale che il Presidente ha sempre mantenuto in Italia e all’ estero.
E poi, Berlusconi è troppo affamato di potere per pensare che lo abbia lasciato solo perché la Germania potrebbe averlo chiesto con una telefonata privata tra Merkel e Napolitano che il WSJ dice di conoscere.
Si tratta di una ricostruzione SENZA PROVE FATTA SOLO PER ATTACCARE LA UE. UN ALTRO COLPO MEDIATICO CHE GLI USA E L’INGHILTERRA CONDUCONO PER FARE DI TUTTO PER AFFOSSARE UN’ UNIONE EUROPEA FORTE NEL MONDO. ITALIANI NON CREDETE ALLA BALLA CHE “GLI ALTRI CI COMANDANO !!! “
Sappiamo tutti che Berlusconi non era in grado di aiutare l’economia italiana come Monti.
Il WSJ come la Lega finge di non sapere come funzionano i governi democratici in Italia: Napolitano può solo provare a creare un nuovo governo se non c’è più la precedente maggioranza eletta in parlamento prima di decidere di indire nuove elezioni nell’ arco dei 5 anni naturali di ogni legislatura.Solo se i partiti in parlamento riescono a formare una nuova maggioranza possono sostenere un nuovo governo. Oggi  Monti è sostenuto dal PDL dello stesso Berlusconi (perchè questo non viene detto dal WSJ ?) dal  PD  e dal  Terzo Polo.Solo così  è possibile cambiare un Presidente del Consiglio italiano nell arco di una stessa legislatura . E ‘stato il passo giusto per l’Italia e l’Europa, quella vera cioè quella formata solo dai Paesi che hanno accettato l’Euro come valuta.

COMMENTO INVIATO AL WALLSTREETJOURNAL IL  30/12 /2011

COMMENTO INVIATO A IL FATTO QUOTIDIANO IL 30/12/2011

16 agosto 2011

Crisi economica Italiana, Statunitense e… Cinese ?

In un’ economia che ha perso la bussola da tempo, nei meandri di una finanza che pretende di decidere le sorti del mondo reale in totale assenza di regole comuni, occorre ritornare ai fondamentali dell’economia.
Dopo decenni di crescita negli Stati Uniti abbiamo capito che il mercato non si autoregolamenta. Porre il profitto come unico obiettivo permette di “giocare alle scommesse” sulla pelle degli Stati e delle persone invischiati in burocrazie che rallentano le risposte agli attacchi speculativi con un click di mouse.
Come si può pretendere che il mercato sia indulgente? Non lo e’; occorre trovare quindi regole globali in cui giocare la partita : non e’ più un eresia dire che futures e strumenti simili non possono influenzare il mercato con questa preponderanza. Gli Stati e l’Europa brancolano nel buio con risposte improvvisate e comunque lente, si naviga a vista e piano ma sopratutto senza una visione di ampio respiro, dibattuta e condivisa, che possa ridiscutere senza ideologie il sistema economico almeno nelle regole riguardanti un reale rapporto tra beni, benefici e reale ricchezza: ad esempio, è ancora valido un indice come il PIL? Si può pensare di crescere sempre? Fino a che puto la finanza può svicolarsi dagli investimenti sull ‘ impresa reale? Un esempio paradossale: uno studio del Financial Times ha dimostrato che i fondi di investimento che seguono le leggi islamiche (che proibiscono il  prestito bancario e sono quindi sempre legati ad un bene reale) sono quelli che hanno dimostrato maggiore sicurezza di rendita nel tempo: questo ci può insegnare qualcosa ? Anche gli americani lo hanno capito: non si può creare debito fin quanto si vuole…questa crisi letta positivamente e’ un’ esplicita richiesta di regole comuni da parte del mercato stesso impazzito (è stata la settimana con maggiori oscillazioni del dow jones da quando Wall Street esiste e gli inventori del capitalismo moderno hannno pers la loro tripla A). Abbiamo creato un mondo globale e i mezzi , i media il web e per una comunicazione in tempo reale globale , ok ma per dirci cosa ?
Non vengono attaccati Stati (vedi la Germania) che esprimopno dei valori al di là del mercato che hanno una visione politica non sottomessa e remissiva ma direttiva e liberale nel contempo della finanza ed esprimono una speranza di crescita su in sentiero economico volto alla ricerca, all’ istruzione, all’innovazione, in sostanza al rinnovamento della vita dei suoi cittadini, Stati che usano il mercato e non ne vengono usati.
La Grecia e’ stata disonesta: i suoi politici (che in parte esprimono gli atteggiamenti della popolazione che li ha eletti) lo sono stati ; e oggi le fasce più deboli pagano di più . L’ Italia incolpa della sua condizione la crisi al posto di pensare che essa le si abbatte contro con violenza perchè ciò è più un effetto che una causa. Un effetto del suo scarso tasso di credibilità e solvibilità legato alla dilagante corruzione, evasione e alla mancata risoluzione dei suoi secolari problemi strutturali dalla certezza di una  giustizia rapida ai collegamenti stradali del Sud  a una regolamentazione dell immigrazione che ciè indispensabile e che non sapiamo gestire: cose che hanno cause indipendenti dalla crisi ma che oggi essa evidenzia con urgenza.
Se mostrassimo di voler risolvere questi problemi i mercati non ci attaccherebbero : e’ ovvio che una manovra economica come un accordo in extremistra Repubblicani e Democratici  in USA non basta.
La crisi è un effetto di problemi non risolti , non la causa. Le violenza in Egitto e in Siria  e anche la incotrollabilità della società inglese con le rivolte di Londra sono delle sfaccettature. Adesso non c’è chi sta meglio: anche  la Cina dovrà fare bene i suoi conti e temere per almeno un paio di motivi: non solo perchè è il creditore pricipale degli USA. Se guardiamo ai fondamentali infatti anche se il suo Pil cresce più di ogni altro sappiamo che è dovuto molto all’ export e che  ha tenuto bassa  volutamente il valore della  sua moneta e che ciò non corrisponde al valore attuale della sua crescita. E poi anche se il Pil è alto, le disuguaglianze sociali sono molto ampie. In fondo è un paese senza libertà nè diritti e di solito più ci si arricchisce, più ce ne si accorge. Una volta soddisfatti i beni primari per la sopravvivenza,  si chiedono più diritti: altrimenti chi vuole vivere in un paese senza libertà , un Paese cioè che arrichisce alcuni e impoverisce i molti? Alla fine è un Paese in cui è inutile lavorare: insomma per non finire a fare gli schiavi che producono beni per disoccupati , gli equilibri nel mondo devono cambiare , e  gli Usa perderanno il loro ruolo di leader solo se la Cina saprà aprirsi alla democrazia (che come sapiamo non è esportabile e non si conquista in un anno ) e l’Europa alla sua unità vera, snella, rsponsabile e non solo economica.

26 luglio 2011

La possibilità di un downgrade per gli Stati Uniti si fa seria. Rischio default se non sarà approvata una manovra economica.

Filed under: News,Notizie,Politica — the jack sign @ 10:11
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DAL QUOTIDIANO ON LINE: WWW.CORRIERE.IT

Un significativo numero di repubblicani al Congresso sta insistendo su un approccio che include solo tagli alle spese, che non chiede affatto agli americani più abbienti o alle corporazioni maggiori di contribuire. L’approccio bilanciato di cui parla da settimane il presidente statunitense comprende, oltre a tagli delle spese, anche una serie di incrementi delle tasse….vai all’articolo

IL COMMENTO INVIATO AL  CORRIERE DELLA SERA IL 26/07/2011 9:53

E’ ovvio che è in atto uno scontro di interessi e una propensione degli Americani a non percepire la necessità di un welfare come lo intendiamo noi Europei. Rimane però innegabile che un approccio equilibrato tra tagli all spesa sociale e innalzamento delle tasse anche per i più ricchi sia l’unica strada affinchè ogni manovra economica possa essere accettata da tutti  come un sacrificio da compiere per il buon funzionamento della nazione. Un “egoismo” dei più ricchi (quelli che non hanno bisogno dei servizi sociali) appare ingiustificabile. A volte bisogna agire al di là di calcoli elettorali e appoggi lobbystici.

VIDEO: il discorso di Obama sullla crisi

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