Commenti Quotidiani.

27 ottobre 2011

LETTERA ALLA UE: un piano ambizioso in tutta fretta.

 (here in english)

Non c’è che dire : il premier presenta qualcosa , costretto dall’ UE: un piano di crescita e recupero fondi per diminuire il debito pubblico ambizioso e di rincorsa su cose non fatte prima , nè negli anni precedenti nè dai governi precedenti (anche i suoi) degli scorsi vent’anni.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

Berlusconi decide tutto da solo, nel suo stile “o con me o contro di me”, quindi con i fedelissimi e senza l’apporto di Tremonti e di parte del governo. Poi un po’ con la “faccia tosta” chiede e si aspetta che le opposizioni e le parti sociali facciano la loro parte, senza averle coivolte prima nella stesura della missiva. Le accuse di disfattismo contro la sinistra non hanno senso a questo punto.

Per esempio: potrebbbe andare bene facilitare il licenziamento di posti a tempo indeterminato per motivi di crisi delle imprese, ma perchè non si fa anche un accenno dettagliato alla volontà di attuare in tempi certi politiche di indennità a supporto dei precari, in modo da colmare i gap della loro discontinuità lavorativa e contributiva, come per altro la stessa UE ci chiedeva ?

Era poi doveroso accennare alle azioni di contrasto all’ evasione fiscale  che si intende eventualmente attuare. Coinvolgere le oppsizioni a cose fatte rende poco credibile anche gli intenti descritti di supporto all’istruzione e alla ricerca , peraltro invocati dopo i tagli subiti dalle scuole e una riforma universitaria non condivisa.

Si dice che ci saranno liberalizzazioni e privatizzazioni ma oltre alla concorrenza occorre che la legge fissi gli standard di qualità minimi che i privati dovrebbero garantire e vigili sugli stessi.

 Va bene l’accenno al miglioramento dell’efficienza nella Pubblica Amministrazione ma perchè non si è associato anche un chiaro intento di tagli ai privilegi della politica: tra i tanti, non si può invocare una modifica delle pensioni per tutti e permettere ancora che dopo una legislatura i parlamentari abbiano diritto a un vitalizio sproporzionato. L’esempio è fondamentale in politica.

Riformare l’architettura costituzionale in senso federale con la fine del bicameralismo perfetto e uno snellimento dell iter delle leggi può essere fatto ma da un governo tecnico di ampia maggioranza condivisa e non di certo da questo premier che ha inteso il bipolarismo e il governare come conflitto con gli altri poteri costituzionali , primo fra tutti la giustizia.

Gli intenti di ripresa del sud sono nobili quanto al limite dell’utopia nei tempi dati. Il problema del PIL basso del mezzogiorno così incancrenito nei secoli insieme alla criminalità e al diffuso lavoro sommerso può essere risolto solo da una maggioranza ampia che apra ad dibattito serio a 360° con le opposizioni.

Sarà diffcile insomma  chiedere concordia politica a tutti solo adesso, quando chi la chiede anche questa volta non l’ha seminata: così aumenta il rischio che la lettera rimanga solo di intenti.

Commento inviato al Sole 24 ore il 27/10/2011

26 ottobre 2011

La Crisi spiegata in sintesi con uno schema: tutto è interconnesso.

Filed under: attualità,economia,manovra,News,Notizie,Politica — the jack sign @ 00:15
Tags: , , , , , ,


Ecco lo schema del New York Times: un’ eccellente immagine ci fa vedere come la Crisi del debito sia tutta interconnessa e che l’ITALIA è una fonte possibile, potente e pericolosa di contagio, in quanto i nostri creditori diretti ( la Francia ) e indiretti non sopporterebbero una nostra insolvenza, possibile se l’Italia non darà a breve (già domani al vertice UE di Bruxelles alle 18) una svolta di credibilità e di sviluppo per contrastare e diminuire il suo deficit, facendo si che i mercati di nuovo fiduciosi  comprino ancora titoli di Stato italiani ad un interesse sostenibile (cioè con uno spread BTP-BUND sotto i 400 punti-base), evitando così il fallimento prima suo e poi di tutta l’area Euro. E’ una guerra che l’Italia perderebbe per prima e a caro prezzo (vedi Grecia); viceversa una buona gestione italiana della sua posizione di forte debitore potrebbe addirittura diventare un elemento di forza  se ben sfruttato.In fondo come si vede, anche la Germania ha un grosso debito ma la sua credibilità e la sua economia la mettono al riparo da pericoli diretti e le permettono una posizione di leadership in questo momento. E’ tempo di voltare pagina in toto.

Commento inviato al Sole 24 ore il 26/10/2011

Le frecce puntano dal Paese debitore verso il Paese esposto. Buona visione…

– Clicca sull’ immagine per poi ingrandire –




Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: